L’avventura di Artiom

L’avventura di Artiom

C’era una volta un bambino bellissimo e molto vivace di nome Artiom. Per lui arriva il primo giorno di scuola. La mamma è un po’ preoccupata per questa nuova avventura. Da quel giorno inizia per loro l’inferno. Ogni giorno la maestra aspetta la mamma fuori al cancello per elencare tutte le cose negative che il figlio ha fatto a scuola. Artiom non si sente accettato, non si sente parte della classe; viene messo da parte dalle maestre e dai compagni. Ogni cosa che accade in classe è colpa di Artiom.

Tutti lo guardano come un extraterrestre. Il bambino non è sereno e non vuole più andare a scuola. La mamma è disperata. Cerca disperatamente una collaborazione con le maestre per la serenità del bambino, ma davanti trova una montagna difficile da scalare. Si parla di collaborazione scuola-famiglia per il bene del bambino, ma spesso queste rimangono solo belle parole, perché in certe scuole sembra che l’unica cosa che conti sia solo finire il programma scolastico.

Si dice che dopo la tempesta arriva il sereno…. E nella vita del piccolo Artiom e della sua famiglia entrano la maestra Antonella e tutta la scuola Campolieti, una grande famiglia. Un incontro importante che cambia le loro vite. Artiom inizia a frequentare la seconda elementare alla scuola Campolieti.

La maestra Antonella ha preso Artiom per mano e da allora mio figlio non si è sentito solo e incompreso ma accolto nel sorriso. Qui ha imparato a rispettare le regole, a condividere le cose con gli altri, ad amare il prossimo, ad avere fiducia verso gli altri. All’inizio non è stato facile ma il tempo e l’amore della maestra Antonella sono riusciti a rimarginare le ferite lasciate dalla vecchia scuola.

Nella vecchia scuola mio figlio non aveva amici e quando si avvicinava a qualcuno questi si allontanava. La cosa più bella sapete quale era? Quando uscivamo incontravamo tanti bambini della Campolieti che lo chiamavano e lo salutavano e non potete immaginare per me quanto era bello e importante sentire il suo nome detto da loro. Ero al settimo cielo. Per non parlare dell’esperienza di “adottare” i bambini di prima elementare da parte dei bambini di quinta. Per me è stata fondamentale e di aiuto questa iniziativa.

Dovete sapere che Artiom è stato adottato e lui questo non lo ha molto accettato perché si sentiva diverso dagli altri bambini. Proprio il fatto di “adottare” un bambino di prima elementare, di prendersi cura di lui, lo ha aiutato ad accettare la sua situazione. Ora Artiom frequenta la prima media alla Brigida (peccato che la Campolieti non abbia una scuola media…). Sono stata ai colloqui e non dimenticherò mai le parole della Preside: “vorremo avere tutti un alunno come Artiom”.

Ero fiera di lui. Piangevo per la gioia. Questa era la risposta al duro e lungo lavoro fatto a scuola dalla maestra Antonella e da me a casa. I professori hanno evidenziato anche la preparazione scolastica dei bambini che escono dalla Campolieti dicendo che si vede la differenza con le altre scuole. Tra le altre cose hanno notato anche l’attenzione che mio figlio ha verso i bambini che hanno difficoltà e il suo impegno nell’aiutarli. Allora io ho parlato dell’iniziativa che la maestra aveva avuto di “adottare” bambini più piccoli e i professori hanno sottolineato quanto sia importante questo per la loro crescita.

Ad Artiom manca tanto la sua seconda casa. Si, per lui la Campolieti è una seconda casa. Io non finirò mai di ringraziare tutti quelli che lavorano nella Scuola Campolieti e per la scuola, perché se mio figlio oggi è un bambino sereno, sicuro, lo è anche grazie a loro.

Gianna, mamma di Artiom

Share