7 MARZO 2018: BENEDETTI DA FRANCESCO

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È nella commozione generale che grandi e piccoli hanno abbracciato Papa Francesco il 7 marzo a Roma presso la Basilica di San Pietro.  In più di 250 partiti dalla Scuola Campolieti si sono diretti  per raggiungere il Papa. L’obiettivo era proprio quello di incontrare Sua Santità, affinchè benedisse la Scuola e il suo operato.

Ecco, la testimonianza di un partecipante:

“L’imprevisto è l’unica speranza”

“Metto su carta quelli che sono stati i miei pensieri della giornata vissuta a Roma così da non farli svanire con il tempo. Arrivati a Roma ci siamo imbattuti subito in un imprevisto: non potevamo entrare in aula Nervi.  La reazione di tutti è stata la delusione e successivamente il lamento, bisognava trovare “il colpevole” o dire in cosa non si era stati perfetti nell’organizzazione . Io osservavo chiedendomi perchè invece la prima reazione non fosse il silenzio. Ho pensato che questa esperienza che ci stava capitando poteva essere paragonata alla vita in generale. Nella vita non va tutto sempre come programmato, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e sono cresciuta con l’insegnamento che “l’imprevisto è l’unica speranza”. È proprio quando siamo spiazzati davanti alle cose che può avvenire qualcosa che non ci aspettiamo , qualcosa che stupisce e sveglia i nostri occhi addormentati. Il modo migliore è STARE.

Stare significa attendere con gli occhi aperti, pronti a cogliere quello che la realtà ci indica.  E la realtà non si è fatta attendere …”il Papa incontrerà tutti in Basilica” ci viene comunicato.

In Basilica l’attesa dell’arrivo del Papa è piena di felicità e momenti di riflessione. Mi sentivo come quelle povere persone che vengono raccontate nei vangeli, che attendono solo uno sguardo di Gesù o di poter toccare le sue vesti per essere salvati. Il Papa può salvarci indicandoci la strada da seguire per vivere appieno la nostra vita.

Torno a casa grata per aver incontrato lo sguardo del Papa che ci ha insegnato come iniziare a guardare in modo diverso la realtà. Dobbiamo stare alla realtà certi di aver fatto un incontro che ci ha salvati”.

 

 

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