La Santità che va diretta al cuore

La Santità che va diretta al cuore

Anche quest’anno la scuola primaria “N. M. Campolieti” ha rinnovato la memoria del tradizionale altare di San Giuseppe. Il progetto nasce dal desiderio da parte del collegio docenti e dei genitori di educare gli alunni a guardare e ad imparare da un grande Padre come Giuseppe.

La settimana che ha preceduto il 19 marzo è stata caratterizzata da un grande fermento festoso e dall’operosità delle mani dei piccoli e dei grandi, che hanno realizzato l’allestimento della struttura, con grande cura dei particolari, dai fiori alle piante, alle lenzuola e alle tovaglie da piegare; gli alunni hanno disegnato e colorato immaginette e realizzato l’incarto del pane che sarebbe stato successivamente benedetto e distribuito a tutti i visitatori.

Al di là delle aspettative, approfondendo il tema della chiamata di Giuseppe come padre putativo di Gesù da parte di Dio, si è avuta una vera e propria esplosione di creatività da parte di quanti si sono direttamente coinvolti per la realizzazione dell’altare. Da qui la scelta di un colore delicato come il bianco, simbolo della purezza della Sacra Famiglia, e del celeste, simbolo della celestiale santità del Padre putativo di Gesù, accostati con grande delicatezza all’argento delle suppellettili, che stava ad indicare l’importanza e la preziosità di una tradizione da custodire e trasmettere alle future generazioni.

Il gesto è stato guidato dalla coordinatrice didattica Antonella Dirella, con il supporto degli alunni della classe quinta, in abito bianco della prima comunione, alla presenza di tutti gli alunni, di tantissimi genitori, di tutto il personale docente e non docente della scuola.
La riflessione sulla figura di San Giuseppe è stata affidata a don Benito Giorgetta, parroco della Parrocchia di San Timoteo, che ha messo in rilievo, nella figura del santo, l’importanza dell’amore sponsale che genera l’unità delle famiglie, citando il poeta e filosofo libanese Gibran, che con la metafora dell’arco che più si piega più consente alla freccia di andare lontano ci invita a “lanciare” i figli più lontano possibile, accompagnandoli e non guardandoli come “possesso”.

La benedizione del pane e di tutto l’altare è stata accompagnata dal canto dei bambini che hanno eseguito la Canzone di San Giuseppe di Adriana Mascagni, in cui si immaginano le commoventi parole con cui Giuseppe si rivolge a Maria; il canto ha prodotto una grande emozione nei presenti, stimolando tutti a vivere il gesto con compostezza, serietà e letizia. In questo modo la bellezza sperimentata presso l’altare ha aperto il cuore sia di chi si è reso protagonista del suo allestimento sia di tutti coloro che l’hanno visitato (circa mille persone dalle 16.30 alle 23.30 di sabato 18 marzo), spingendo tutti a ringraziare Dio per ciò che ha reso possibile, e a domandarGli di custodire tutti i papà della scuola e della nostra città.

La Coordinatrice didattica

Share