Una valigia carica di sogni

Oggi, sabato 5 giugno, è giunto al termine il nostro anno scolastico. È stata una giornata ricca di emozioni contrastanti che hanno visto sia la gioia dell’arrivo dell’estate, che porta con sè il tempo del riposo, sia il saluto ai nostri compagni di classe quinta con la tradizionale consegna dei diplomi.  . Si diventa maturi facendo un passo dopo l’altro solo se accompagnati. È come un viaggio in cui occorre portare il necessario. Ma cos’è davvero necessario? Qualcuno di questi ragazzi scrive nel suo tema di fine anno: “In questi anni ho conosciuto venticinque nuovi bambini che, ormai, insieme alla mia maestra, reputo la mia seconda famiglia. Ognuno di loro è speciale a modo suo. Per andare alle scuole medie dovrò crearmi una piccola valigia, però in questa non dovrò metterci dei vestiti, ma un pò di ognuno di loro”. Al primo posto ci sono dunque le relazioni, quel filo rosso cucito con pazienza e costanza per cinque lunghi anni. Qualcun altro scrive, dopo l’esperienza della didattica a distanza, della bellezza del viversi in presenza: “C’è una cosa che ancor di più mi ha fatto gioire, ed è quella del tanto atteso ritorno a scuola, cioè la fine di questa grande guerra. Poter rivedere gli amici, parlare con loro senza usare uno smartphone e il fatto di poter imparare di più, mi ha fatto apprezzare tutto quello che davo per scontato”. Infine, la consapevolezza della convenienza del seguire una guida come descrive qualcun altro: “E’ arrivato il momento migliore di oggi, mettere nella valigia del mio cuore tutti i baci e gli abbracci di tutte le maestre della scuola; li ho lasciati per ultimi perchè quando alle medie riaprirò la mia valigia, loro, saranno le prime cose che vedrò. Alla fine di questo lungo viaggio, durato cinque anni, ho capito che se non ci fossero state le maestre non so come avrei fatto. A loro sembra di non aver fatto niente di speciale, ma per noi hanno fatto tantissimo, quindi dedico un grazie speciale a tutta la scuola Campolieti, dicendo grazie per aver fatto tanto per me!”. Questa gratitudine che deriva dalla tela dell’educazione tessuta con il filo dell’amore, permette ai bambini di diventare ragazzi in grado di affrontare le scuole medie e la vita con passione per la conoscenza e curiosità verso il mondo.

In bocca al lupo ragazzi!

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